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Come sedurre una donna che sta lavorando

Oggi ti spiego come sedurre una donna che sta lavorando. È una delle domande che un aspirante seduttore si pone più spesso e per questo ho deciso di dare una risposta con un esempio pratico.

Quante volte ci è capitato di essere al bar, al supermercato, a fare shopping in un negozio e di incrociare lo sguardo di una barista, una commessa, una negoziante che ci attrae?

Scommetto tante, e la maggior parte delle volte l’uomo medio pensa che sia impossibile avvicinarsi a questa donna e sedurla, proprio perché in quel momento lei sta lavorando.

Agli occhi di un uomo medio, un’azione come quella di avvicinarsi in un caso come questo suona inopportuna: pensa di disturbarla, o peggio ancora di crearle del disagio a lavoro, e in ogni caso esclude categoricamente la possibilità di arrivare ad un risultato concreto.

Questo ragionamento non è del tutto sbagliato, ma è sicuramente discutibile.

Quando si vuole sedurre una donna che sta lavorando (ma anche se non sta lavorando) bisogna prima di tutto analizzare il contesto in cui ci si trova, e di conseguenza capire in che modo si può agire per avvicinarla.

È importante capire inizialmente se da parte sua c’è una certa propensione ad una conoscenza, e in particolare se il suo comportamento va oltre il semplice essere “commessa” o “barista”. Perché è chiaro che se lei rimane ferma nella sua ‘posizione’ lavorativa e non ci dà modo di parlare, sedurla diventa impossibile.

Ma nella maggior parte dei casi non è così, e se ci si avvicina nel modo giusto e non la si mette in imbarazzo o in difficoltà, la donna sarà ben propensa a parlare con noi.

Molto spesso può capitare di fare un po’ di conversazione, specie se lei fa un lavoro in cui può permettersi di star ferma per qualche minuto, e di conseguenza il nostro lavoro di conoscenza e di conversazione può proseguire tranquillamente. Se la conversazione procede bene, la donna è recettiva e invia molteplici segnali di interesse nei nostri confronti, ovviamente si conclude con una chiusura e quindi con la ricerca di un contatto per poterla rivedere, ma molto spesso in questi casi la donna potrebbe porre davanti a noi un’obiezione.

Esempio:

Uomo: E’ stata una chiacchierata interessante, dammi il tuo numero così ci rivediamo in un’altra occasione, voglio rivederti.

Donna: Mi dispiace ma sono fidanzata. Se vuoi posso darti il contatto di Facebook/Instagram ma nulla di più.                                                                    

Questa situazione capita spesso, ed è dovuta semplicemente al fatto che la donna non sa bene chi ha di fronte e non si fida a lasciare il suo numero ad uno che ha conosciuto in una situazione così ‘fugace’ mentre sta lavorando.

È chiaro che si tratta semplicemente di un test, e quindi non bisogna mai ‘abboccare’ e accettare un suo contatto social, perché vorrebbe dire finire nel dimenticatoio e non avere mai nessuna chance di rivederla.

L’altro errore che non bisogna mai commettere è quello di prendere la sua obiezione come verità assoluta, e quindi credere che l’esistenza del ‘fidanzato’ sia la causa del suo rifiuto a darci il suo numero.

In realtà non è mai così, e molto spesso la presenza del ‘fidanzato’ non costituisce una vera obiezione, ma è più che altro un’emozione che lei ci sta comunicando, e quindi in questi casi c’è bisogno che sia l’uomo ad arginare il problema e a dare una direzione al rapporto.

Così, ciò che deve fare il seduttore è prendere quell’obiezione e darle una connotazione positiva, cioè creare un vantaggio e una complicità con la donna, in pratica deve utilizzare una comunicazione che non sia né passiva né aggressiva, ma assertiva.

Quindi in questo caso il seduttore risponde dando una direzione al rapporto:

“Beh capisco che nella tua situazione è difficile dare il tuo numero ad uno sconosciuto, anzi probabilmente farei anch’io così, ma so una cosa, so che sono un uomo, e per un uomo è normale avvicinarsi ad una donna che gli piace e conoscerla, e se pensa che possa esserci un seguito le chiede il numero di telefono, un contatto serio per poi uscire e rivederla, e si potrebbe fare se ti liberi da queste fantasie che io voglia sostituirmi al tuo ragazzo e intromettermi nella tua relazione, perché ti sbagli”.

Questo tipo di comunicazione sicuramente invoglierà la donna a lasciare il suo numero e dimenticarsi della balla che ha appena detto, perché ha capito di trovarsi davanti un uomo che non è aggressivo, ma non è neanche passivo.

Inoltre, avendole dato una via d’uscita dicendo che non vogliamo sostituirci al suo ragazzo, la donna capirà che non ci siamo avvicinati a lei per iniziare una storia d’amore ma solo per una sana conoscenza, e in questo caso, anche se il fidanzato ce lo avesse davvero, sarebbe comunque invogliata a lasciare il suo numero, perché crea della complicità.

Da un episodio come questo il più grande insegnamento che si può trarre è che il ‘fidanzato’ non rappresenta mai un problema o un impedimento, perché se lo fosse lo sarebbe fin dall’inizio, cioè la donna lo porrebbe subito come ostacolo e la conversazione non inizierebbe neanche. Quindi se al termine di una conversazione andata bene la donna pone il fidanzato come un’obiezione, in realtà è solo un’emotività che ci sta comunicando, e quindi il ruolo dell’Uomo è di dirigerla verso la soluzione del problema.

Ma soprattutto bisogna capire che la donna, di base, è senza una direzione precisa, ma va sempre guidata, e molto spesso sono loro a darci la soluzione, ma noi non ce ne accorgiamo, perché scambiamo una loro emozione con un’obiezione, e di conseguenza pensiamo di non interessarle, perché restiamo ancorati al risultato, che molto spesso è solo il futile numero di telefono, che poi non porta ad alcun seguito. Ma se invece impariamo a comunicare con le loro emozioni e siamo in grado di guidarle con delicatezza dove vogliamo noi, non esisteranno più ‘obiezioni’ che ci impediranno di sedurre chi realmente desideriamo.