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L’importanza di un lavoro personalizzato

I percorsi dal vivo di BeLoved sono sempre personalizzati, ovvero cuciti sulle esigenze del singolo.

BeLoved, infatti, non fa mai corsi di gruppo, perché crede fermamente che per raggiungere determinati risultati sia necessario partire da un’analisi dettagliata della persona, della sua situazione iniziale, delle sue difficoltà di partenza e di quali obiettivi intende raggiungere.

Per arrivare a ciò, un elemento di fondamentale importanza è l’età del singolo cliente/corsista, perché è evidente che un uomo di 40 anni e quindi adulto avrà una situazione di partenza e obiettivi completamente diversi rispetto ad un ventenne. Quest’ultimo, infatti, avrà probabilmente come obiettivo quello di avere più esperienze, e di conseguenza conoscere più ragazze possibili in ogni situazione.

Ma per un uomo di 40 anni o più, la situazione è completamente diversa. Un uomo di questa età, molto probabilmente, ha già alle spalle un background relazionale, una storia lunga finita male, un lavoro e delle responsabilità. Di conseguenza un percorso come quello di BeLoved non è un passatempo o un modo per avere più esperienze, ma un percorso che dovrà portarlo ad ottenere dei risultati concreti e a fargli superare tutte le difficoltà e le delusioni accumulate negli anni, da storie finite male o semplicemente da un interesse non ricambiato nei confronti di questa o quella donna.

Per fare ciò ha bisogno soprattutto di porre delle domande al suo istruttore, domande che possano risolvere tutti i suoi dubbi e le sue perplessità, di conseguenza ha bisogno che gli venga garantita una certa privacy. Non si sentirebbe a suo agio a porre dei quesiti del genere davanti a uomini con molti anni meno di lui e con una situazione completamente diversa dalla sua.

Quindi è chiaro che mettere in una stanza persone di età così diversa e di obiettivi così diversi, non può mai essere una soluzione che porterà tutti allo stesso risultato, ma c’è bisogno sempre a comunque di creare un percorso perfettamente cucito sulle esigenze del singolo.

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La storia di Paolo

Paolo ha 40 anni ed è single. Ha avuto una relazione lunga finita da qualche mese, e la rottura gli ha causato molta sofferenza. Così per un periodo rimane chiuso in casa, o comunque le sue uscite sono sporadiche, giusto qualche serata con gli amici, ma nessuna intenzione di conoscere donne nuove o di lanciarsi in nuove relazioni.

Dopo questo periodo fisiologico di ripresa mentale, però, ha voglia di rifarsi e di rimettersi in gioco.

Vorrebbe conoscere qualche donna nuova, instaurare dei rapporti, dei legami, anche solo delle avventure di una notte, ma è consapevole del fatto che i tempi sono cambiati, che i rapporti umani non funzionano più come quando aveva vent’anni, e ha timore di non sapere come comportarsi.

Ad ogni modo, inizia ad uscire più spesso, si vede con gli amici di sempre, vanno a fare delle serate insieme per cercare di conoscere persone nuove, ma ciò si rivela molto più difficile del previsto.

Paolo si accorge ben presto che i tempi sono davvero cambiati, che le donne si comportano in modo molto diverso rispetto a vent’anni fa, si vestono in modo diverso, interagiscono tra di loro e con gli uomini in maniera completamente diversa, insomma hanno molte più possibilità di quante ne avessero allora, e soprattutto inizia ad avere dei veri complessi di inferiorità rispetto agli altri uomini.

Li vede più giovani, più sicuri, più spigliati, e probabilmente anche con molta più esperienza di lui, dato che viene appunto da anni di relazione monogama finita da poco.

Cerca comunque di avvicinarsi a qualche donna che gli piace e di iniziare una conversazione con lei, ma quasi mai riesce a farla durare più di qualche secondo, spesso gli sembra di annoiarla, di farle l’interrogatorio, così gran parte delle volte è lui stesso ad allontanarsi e a chiudere la conversazione dopo pochi minuti, non sapendo come farla andare avanti.

Dopo un periodo passato in questo modo, Paolo inizia a demoralizzarsi e a fare un’analisi della sua situazione: si rende conto che, in fondo, non sa nulla di come funziona la mente di una donna, anni di relazione monogama lo hanno arrugginito parecchio, e ora non ha idea di come agire per rendersi interessante ai suoi occhi.

Così fa una ricerca su internet, e si imbatte in “corsi di seduzione” che consistono nell’avvicinare donne sconosciute in piazza Duomo o nell’usare app di incontri online per conoscere donne.

Paolo pensa che nella sua situazione non ha nulla da perdere, e così, anche se con qualche dubbio, si iscrive ad uno di questi corsi, desideroso di cambiare la sua situazione.

Così si ritrova insieme ad altri tre o quattro uomini di età molto diversa dalla sua, tutti più giovani, in un’aula in cui gli “istruttori” iniziano a spiegargli come avvicinarsi alle donne sconosciute per strada, e cosa dire per attirare la loro attenzione e farle fermare.

Fin da subito Paolo è confuso, non riesce ad immaginarsi in una situazione del genere, e pensa che ciò non faccia per lui: l’idea di avvicinare donne sconosciute per strada, alla sua età e con i suoi trascorsi, non lo fa stare tranquillo, si sente un pesce fuor d’acqua in quella situazione, ma ormai è lì e quindi decide di sforzarsi.

Così si dirige in piazza Duomo insieme agli altri corsisti e inizia a mettere in pratica ciò che gli è stato spiegato. La maggior parte delle volte non riesce a far durare una conversazione più di qualche secondo, e una volta riesce ad ottenere un contatto di Instagram.

Non esattamente il massimo per quelli che erano i suoi obiettivi.

Paolo inizia a riflettere sulla scelta che ha fatto, e in poco tempo capisce che non sarà quel corso a risolvere i suoi problemi. In fondo delle conversazioni con donne sconosciute è riuscito a farle anche da solo, e proprio come è successo in piazza Duomo, non è mai riuscito ad arrivare ad un risultato concreto.

Il secondo giorno di corso, invece, Paolo si ritrova costretto a doversi creare un profilo online su una app di incontri a pagamento, caricare le sue foto create appositamente per l’occasione, e scrivere messaggi dettati dagli istruttori ad ogni donna presente nel raggio di decine di chilometri.

Così inizia qualche conversazione da queste app e segue le direttive degli istruttori, inizia a fare domande alle donne con cui parla, a ‘studiare’ il profilo della donna per estrapolare degli argomenti di conversazione, insomma nulla che realmente gli interessi.

In questo momento Paolo si rende conto del grande errore di valutazione che ha commesso, il periodo negativo lo aveva convinto ad affidarsi ad una soluzione del genere, ma ormai è sicuro di aver sprecato solo tempo e soldi. Il suo obiettivo era tutt’altro, voleva risolvere i suoi blocchi mentali e acquisire la capacità di sedurre realmente una donna, ma gli sembra di star facendo tutto fuorché quello.

Doversi ritrovare, a 40 anni, a scattarsi delle foto “fighe” per avere dei match con donne sparse per l’Italia lo fa sentire ancora peggio, e la presenza di uomini molto più giovani di fianco a lui peggiora solo le cose.

Avrebbe bisogno di una persona che gli spieghi quali sono i motivi dei suoi blocchi mentali, delle sue difficoltà con le donne, del perché non riesce a sentirsi a suo agio quando parla con le sconosciute, insomma avrebbe bisogno di capire che cos’è realmente una donna e cosa cerca in una conoscenza con un uomo.

In soldoni, avrebbe bisogno di fare dei discorsi da uomo adulto che vuole cambiare la sua vita, non da ragazzino che cerca la scopata facile.

Nessuno dei presenti a quel corso può esserne in grado.

Inoltre non si sente neanche sicuro nell’enunciare questi suoi dubbi agli istruttori presenti al corso, la presenza di altri uomini lo blocca, gli sembrerebbe fuori luogo interrompere la “lezione” e parlare dei suoi problemi, dei suoi blocchi, dei suoi trascorsi che lo hanno portato a questo punto.

Così sta zitto, e in silenzio aspetta la fine del corso, un corso che non gli ha portato alcuna nuova nozione su ciò che più gli interessava, ovvero la mente di una donna e il suo funzionamento.

Torna a casa con gli stessi dubbi di prima, e non ha neanche voglia di andare in strada a riprovare ciò che ha imparato, sa bene che non gli porterebbe nessun risultato concreto e nessun miglioramento.

Poi un giorno, curiosando online e cercando persone che siano nella sua stessa situazione, si imbatte in BeLoved, e inizia ad informarsi meglio. È subito colpito dal fatto che BeLoved non fa mai corsi di gruppo, ma sempre e solo corsi individuali e cuciti sulle esigenze del singolo, ma soprattutto ha un approccio molto diverso dalle altre aziende del settore.

Infatti BeLoved parte sempre dalla situazione personale del cliente, dalle origini dei suoi blocchi mentali e delle sue difficoltà nei rapporti con le donne, dopodiché si passa ad analizzare nel dettaglio la mente femminile e il suo funzionamento, e solo dopo si inizia a parlare della parte pratica, ovvero del come comportarsi in una conoscenza a freddo, e di conseguenza come sedurre le donne che si incontrano quotidianamente.

Il fatto che sia cucito sulle esigenze del singolo fa sì che venga valutata prima di tutto l’età del cliente, e di conseguenza le modalità in cui è più consigliabile avvicinarsi alle donne sconosciute.

Paolo capisce in poco tempo che BeLoved fa perfettamente al caso suo, che gli può garantire quella privacy di cui ha bisogno, che il fatto che siano solo percorsi individuali gli permetterebbe di porre tutte le domande che vuole e di risolvere uno ad uno ogni dubbio che ha maturato negli anni.

Capisce quindi che con BeLoved non si ha solo un miglioramento nella vita relazionale, ma un cambiamento radicale che comprende ogni aspetto della vita.

Dopo una attenta riflessione decide di affidarsi completamente a questa azienda, desideroso di cambiare completamente la sua vita relazionale.

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La storia di Mario

Mario ha 35 anni ed è fidanzato da 8. Ha conosciuto la sua fidanzata ad un compleanno e gli è stata presentata da un amico.

Per poterla conoscere meglio la aggiunge su Facebook e inizia a scriverle, così inizia un lungo scambio di messaggi durato settimane, al termine del quale decidono di incontrarsi per un aperitivo.

A questo primo appuntamento seguiranno altri, con alla fine la decisione di fidanzarsi.

La loro storia prosegue bene per ben 8 anni, con tanto di convivenza e progetti futuri di matrimonio e famiglia.

Mario pensa di essersi quindi “accasato”, di avere un futuro relazionale e di vita già ben delineato, di conseguenza inizia a trascurare la persona che ha di fianco e a darla per scontata: non si pone più il ‘problema’ di piacere alle donne, di comportarsi in un certo modo, di curare il suo aspetto e le sue azioni, nemmeno con la sua fidanzata.

Finisce per trascurare gli amici, le uscite serali con loro sono sempre meno, quasi zero, sta tutto il tempo con la sua fidanzata e di conseguenza si isola dal mondo.

Ad un certo punto, però, la sua fidanzata decide di lasciarlo, e la sua vita prende una piega inaspettata. Lui non riesce a capire il motivo e chiede delle spiegazioni alla sua amata, la quale gli rimprovera di essere cambiato, di averla data per scontata, e di aver perso quel brivido iniziale che aveva fatto scattare in lei la scintilla, insomma non ne è più innamorata.

Così, da un momento all’altro, tutte le certezze di Mario crollano.

Si ritrova single a 35 anni, con dei grandi sensi di colpa per la storia appena terminata, e senza sapere come fare per riprendersi dalla rottura appena avvenuta.

Cerca di riallacciare i rapporti con gli amici di sempre, ma quasi tutti sono ormai ‘accasati’, quindi in una convivenza, molti sono sposati, hanno dei figli, e di certo non hanno il tempo per uscire come facevano una volta.

Così Mario inizia ad isolarsi, e peggio ancora a demoralizzarsi. Prova ad uscire anche da solo, ma ciò non si rivela mai una buona idea. Vorrebbe conoscere qualche donna nuova, anche solo per non pensare a tutto ciò che gli è appena successo, ma dopo anni in cui è stato in una relazione monogama ciò si rivela molto più difficile del previsto. Non sa come avvicinare una donna che non conosce, non sa cosa dirle, quelle poche volte che ci prova non riesce a far durare una conversazione più di qualche secondo.

A questo punto Mario si demoralizza, e finisce per non uscire più. Resta a casa spesso da solo, pensa a quell’amico che gli ha confidato di aver conosciuto la sua fidanzata su una chat per incontri, ma lui si vergognerebbe troppo a fare lo stesso, ha paura che qualcuno possa riconoscerlo e prenderlo in giro, non ha alcuna voglia di crearsi un profilo online, caricare le sue foto e scrivere a donne a caso.

Inizia a credere che la sua vita sarà tutta così, e che la passerà da solo o che dovrà accontentarsi del prossimo incontro del tutto casuale, e non sa quando avverrà.

Si rende conto che, in fondo, non sa nulla di come funziona la mente di una donna, e di conseguenza non sa in che modo agire per rendersi interessante ai suoi occhi. Semplicemente pensa che sia una questione innata, un qualcosa che non si può imparare. E pensa di non averlo.

Per riprendersi da questa situazione e ricominciare a vivere una vita degna, Mario ha bisogno di una persona che gli faccia capire quali sono i motivi dei suoi blocchi mentali, cosa lo ha portato a questa situazione, e come agire per uscirne.

Nessuno dei suoi amici o delle persone che conosce può esserne in grado.

Così fa una ricerca su internet e si imbatte in “corsi di seduzione” in cui 4 o 5 uomini vengono mandati in piazza Duomo a parlare a donne a caso, o addirittura vengono chiusi in una stanza con un pc davanti ad iscriversi ad un sito di incontri, peraltro a pagamento.

Si rende subito conto che questa roba non fa per lui, e che la sola idea di trovarsi insieme ad altri uomini magari più giovani a fare le stesse cose lo mette in imbarazzo, sa che sarebbe solo uno spreco di tempo e soldi.

Poi un giorno si imbatte in BeLoved, e incuriosito inizia ad informarsi. È subito colpito dal fatto che BeLoved non fa mai corsi di gruppo, ma sempre e solo corsi individuali e cuciti sulle esigenze del singolo, ma soprattutto ha un approccio molto diverso dalle altre aziende del settore.

Infatti BeLoved parte sempre dalla situazione personale del cliente, dalle origini dei suoi blocchi mentali e delle sue difficoltà nei rapporti con le donne, dopodiché si passa ad analizzare nel dettaglio la mente femminile e il suo funzionamento, e solo dopo si inizia a parlare della parte pratica, ovvero del come comportarsi in una conoscenza a freddo, e di conseguenza come sedurre le donne che si incontrano quotidianamente.

Mario capisce che quindi con BeLoved non si ha solo un miglioramento nella vita relazionale, ma un cambiamento radicale che comprende ogni aspetto della vita.

Dopo una attenta riflessione decide di affidarsi completamente a questa azienda, desideroso di cambiare completamente la sua vita.

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La paura di essere giudicato

Benvenuti al podcast dedicato all’uomo e al suo mondo seduttivo.
La paura di essere giudicati è uno dei principali limiti per gli uomini nel raggiungere la loro felicità.
In questa puntata vediamo come superarla!

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Tornare bambini per vincere la paura

Quando pensiamo al successo, e alle persone di successo, ci vengono in mente alcune caratteristiche fondamentali che li accomunano.

Determinazione, l’avere un atteggiamento positivo, essere una persona entusiasta, costruttiva, che se una cosa gli va storta non si arrende. Questi sono solo alcuni dei tratti caratteristici di queste persone.

Il bambino, se notate, possiede tutte queste caratteristiche. Se si mette in testa di salire in punta di piedi sul davanzale, ha una determinazione che non riesci a togliere. Lo fa con un entusiasmo incredibile. Cade? Si fa male? Ci prova ancora.

Tutti i bambini possiedono quelle qualità, che sono le classiche qualità dell’uomo di successo. Poi le perdono crescendo.

Perché?

Non è tanto per le esperienze negative, anche se quelle ci spaventano e possono far male, ma fondamentalmente il problema del bambino è che non ha la consapevolezza di averle.

È come la felicità. Non esiste felicità più grande di quella del bambino. Il bambino, quando è felice, è felice e basta. Non so se ti ricordi quanto eri felice da bambino. Non ti chiedevi neanche cosa ci sarebbe stato dopo, eri felice e basta.

Esisteva soltanto quel momento lì. E magari, crescendo, ripensi a quel momento lì e pensi: “Cazzo, non ci sono più riuscito a provare quell’emozione di felicità”.

Però, non ne era consapevole. Solo adesso te ne rendi conto del valore che aveva prima. Adesso hai la consapevolezza di che cosa è la felicità.

Non vale niente la felicità di quando eri bambino, perché non ne eri cosciente. Non sapevi del suo valore.

Il bambino non la apprezza, perché è scontata.

È la stessa differenza che intercorre fra un “self-made man” e un “figlio di papà”.

La consapevolezza è ciò che cambia tutto. È quello che fa la differenza.

Quindi, il segreto è tornare bambini con consapevolezza.

La paura è una cosa che accomuna tutti gli essere umani.

Tutti provano una qualche forma di paura.

Chi ha paura di ammalarsi, chi ha paura di perdere una persona amata, chi ha paura di fallire un progetto. E chi ha paura di approcciare una donna. Se non provaste paura, sareste dei robot. O dei pazzi.

Iniziate a vedere il “fallimento” come un risultato. Il “fallimento” è solo un feedback. Hai capito un modo per non fare quella determinata cosa. Un passo in più verso il miglioramento.

Iniziate e essere meno esigenti e meno severi con voi stessi.

Sostituite le parole “se solo…”, con le parole “la prossima volta…”.

Iniziate a capire che qualsiasi cosa dipende da voi.

La donna vi rifiuta? È colpa vostra.

Il progetto non è stato approvato? È colpa vostra.

L’esame non l’avete passato? È colpa vostra.

La vostra fidanzata vi ha tradito? È colpa vostra.

Questo può essere difficile da digerire, ma offre una profonda consapevolezza. Se tutto dipende da voi, non siete dipendenti dagli altri.

Se non siete dipendenti dagli altri, siete liberi. Se siete liberi, potete fare qualsiasi cosa volete.

I risultati che volete ottenere, dipendono solo dalla qualità e dall’ intensità dei vostri sforzi.

È il regalo più bello che si possa avere.

Smettetela di lamentarvi. Se notate, quando vi lamentate, il cervello si spegne.

“Non sono attraente per le donne”.

“Questo non è un buon momento per investire. Lo farò più avanti.”

Cosa accade nella vostra testa?

La vostra testa accetta la realtà che gli avete dato (che non siete attraenti per le donne, per esempio), la prende come verità assoluta, e smette di cercare una soluzione. Ergo, si spegne.

Meglio dire: “Cosa posso fare per risultare attraente per quelle donne?”.

Molto, molto meglio, vero?

Vedete come il cervello vi si mette in moto?

Iniziate a cercare soluzioni.

“Bisogna allenarsi a “fallire” il più possibile e ricordarsi che ogni persona di successo ha fallito più volte di quante sia riuscita a fare qualcosa. Il fallimento è necessario per riuscire. I bambini non sentono di aver fallito, se non riescono a camminare la prima volta che ci provano. Continuano a provarci, finché non ci riescono. Ricordati: perdi il 100% delle opportunità che non cogli.”

Una cosa che mi ha davvero aiutato, e mi aiuta tuttora, è che, quando mi fisso un obiettivo, lo porto a termine. Qualsiasi cosa succeda. Qualsiasi cosa possa capitare. Nel mio cervello è già compiuto. Non posso mollare. Il lasciar perdere non è contemplato.

Torniamo in argomento.

Avete paura, ma siete già morti.

Avete capito bene. Lo siete già.

Se poniamo 70 anni o 10 secondi e li rapportiamo con l’infinità del tempo, non c’è differenza, a livello matematico, fra i due tempi.

Quindi di che preoccuparsi? Tanto l’unica certezza che si ha nella vita è che, prima o poi, si muore. Iniziate a prendervi meno sul serio.

Se la vedete in quest’ottica, inizierete a vivere davvero. Ricordarsi che non siete immortali e che morirete, relativamente presto, è una consapevolezza che fa vivere una vita degna di essere vissuta.

Alcuni anni fa, sono andato in un reparto all’ospedale a trovare un familiare.

Non era uno dei reparti più belli, perché era quello di oncologia.

Lì ho capito quanto fossi stronzo. Mi facevo le paturnie sulle mie stupide paure, quando c’era gente che avrebbe pagato qualsiasi prezzo per averle e per essere fuori da lì. Ti fa vedere tutto in un’altra ottica.

Perché non andate a parlare a loro della vostra paura di approcciare una donna? A chi, al posto di fare progetti per la vita, deve farli per la sua morte?

Meno ci pensate alla paura, meglio è. Una componente della paura è dar peso alla paura stessa. Più pensate che avete paura, più vi bloccate.

Ho notato un’altra cosa sulla paura. Ce ne sono due tipi. Una è quella classica, quella che senti quando sei in procinto di fare qualcosa di nuovo.

L’altra è ben peggiore.

Non avete approcciato la donna che vi piace.

Tornate a casa e come vi sentite?

Mi pare di sentire la vostra testa: “E se ci fosse stata?”

Vi martellereste i coglioni vero?

Questa paura è ben peggiore. Perché rimane sotterranea e non se ne va. Vi fa sentire impotenti, ed abbassa di molto la vostra autostima.

Mentre invece, se andate a parlare con la donna, la paura dura solo 3 secondi (il tempo che tu arrivi da lei e le dici “ciao”), e dopo se ne va. Male che vada, prendete un palo.

Capirai.

Ci avete almeno provato. Vi sentite soddisfatti di voi stessi. Iniziate a comprendere che la vostra vita è nelle vostre mani. E la vostra autostima sale.

Quindi, come vincere la paura?

Ecco il vero segreto per vincere qualsiasi paura.

Non esiste la pillola magica che ti fa smettere di avere paura.

L’unico modo per vincere la paura è quello di fare ciò di cui si ha paura.

Se non cercate di vincere le vostre paure, non state vivendo. Siete già morti.

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Come baciare una donna

In questo post, descriverò il bacio. O meglio, come baciare una donna. E come capire quando una donna è pronta per essere baciata. 

Tutti ricordano almeno una volta: serata perfetta, vi piacete… ma a rovinare tutta questa magia e meraviglia è il MOMENTO del bacio. Per tanti maschi è un vero e proprio ostacolo da superare. Per non parlare di quelli che aspettano che sia la donna a farsi avanti, con il rischio di non arrivare a niente.

Questo è un comportamento noto in seduzione. Esso è dovuto dalla paura di essere rifiutati, di sentirsi dire “no”, e soprattutto dalla paura di non PIACERE.

Sicurezza ZERO.

Come vede una donna tutto questo? Come lo vive?

Beh, lasciatevi che vi dica una cosa:

Quando una donna (che non fa parte del vostro circolo sociale) accetta il vostro invito per uscire, il 99% delle volte il motivo è molto semplice. 

È interessata a voi.

Quindi, se la serata si è svolta nel migliore dei modi, la donna SI ASPETTA DI ESSERE BACIATA, confida nella vostra virilità.

Tutti in coro: e se non ci sta? Se rifiuta il bacio?

Beh, soprattutto in quel momento la donna non CONTEMPLA il rifiuto, non è un suo problema. È il vostro ruolo da maschio che vi porta a fare determinate azioni. Lei può decidere di accettare, come no.

Ma questo NON VI ESULA DA NON FARE IL VOSTRO DOVERE. Come ho già detto tante volte, spesso con le donne è meglio osare sbagliando, che non osare affatto.

Osare -> Coraggio -> Sicurezza -> Stima -> Ambizione = UOMO

Chi non prova, chi non cerca di prendersi ciò che vuole è destinato a vivere a metà.

Non vi sembra strano che tanti uomini sono spesso alla ricerca estrema di segnali di interesse da parte della donna?

Il motivo è semplice. Cercano sempre una prova, un motivo per le loro azioni successive.

Esempio banale:

Se noto tre vistosi segnali di interesse, allora la provo a baciare.

Non ci siamo!

Se avete voglia di baciarla, la baciate e basta. Punto!

Segnali di interesse?? Naaa, si stava grattando un brufolo (credetemi 🙂 ).

Non serve inventarsi nulla. Basta girarsi in direzione della donna e baciarla, stop.

TANTO LEI È GIA LÌ CON VOI!

Per esperienza, ci sono state alcune donne che hanno rifiutato il mio bacio, ma sono riuscito al secondo o terzo tentativo. Rientra tutto nella norma. La donna ha sempre lo SPETTRO di passare per quella facile.

Vi dirò di più: ho conosciuto donne che, durante l’uscita, mi dicevano che io non ero il loro tipo. Non voglio dire che 24 ore dopo eravamo a letto, ma quasi.

Come potete notare, combattere contro la meravigliosa volubilità delle donne è da pazzi. È assai più producente amarle.

Come fare?

Semplice, fate quello che volete! Se volete il bacio, allora baciatela. Se volete toccarla, allora toccatela. Se volete il numero, chiedetelo.

Se non veniamo rifutati, se non ci sentiamo dire “NO”, non cresceremo mai. Non saremo mai la persona di valore che vorremo essere.

Quando inizierete ad OSARE, non la smetterete più. Diventerete dipendenti da tutta quella adrenalina che si scatena nel vostro corpo.

Se oggi posso dire di essere in sintonia con le donne è per solo un motivo.

Centinaia di rifiuti e centinaia di “no”.

Il “NO” è una delle parole più eccitanti.

P.S.: Visto che si è parlato anche di segnali di interesse, per una donna uscire con voi è un grosso investimento. Di conseguenza, ciò è un indicatore d’interesse grosso come una casa. E voi non la premiate?

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Cosa vogliono le donne da un uomo?

Che voi tutti avrete a che fare con donne nella vostra vita, fin qua ci siamo. Bene. L’idea della donna sicura di sé, emancipata, forte e indipendente che vi siete fatti nel corso delle vostre esperienze, spesso crea più difficoltà nell’approcciarla.

Bene.

Il pensiero che lei potrebbe mettervi alla prova con piccoli test di congruenza, o darvi delle risposte in cagnesco che vi farebbero sfigurare, provoca sensazioni di insicurezza e smarrimento ancor prima di avvicinarvi.

Bene.

Anzi male.

E quindi cosa vogliono le donne da un uomo?

Il genere femminile, soprattutto quello composto dalle donne più forti e sicure di sé, spesso cela sotto un aspetto eccentrico e sfuggente qualche insicurezza, qualche timore, che le porta appunto a mostrare le unghie e ostentare imperturbabilità al vostro corteggiamento.
Svariati possono essere i motivi: bassa autostima, bisogno di certezze (ricercate attraverso conferme e lusinghe maschili), o semplicemente poca fiducia in se stesse.

Il genere femminile è estremamente incostante ed incoerente, ma sotto sotto anche molto insicuro. Ed è per questo che sulla terra c’è bisogno di uomini audaci che abbiano valori, principi e perspicaci capacità di risoluzione.

Nonostante della donna si dica che sopravviverebbe ovunque e comunque (basterebbe solo uno spermatozoo surgelato per mandare avanti la specie), il bisogno di trovare un uomo in cui rifugiarsi emotivamente, o da cui sentirsi protetta e rassicurata, è una prerogativa imprescindibile.

Le donne sono nate con una spiccata sensibilità e contraddizione interiore. Ed il piacere di avere accanto qualcuno che, in un momento di difficoltà o incertezza, dica loro “CI PENSO IO”  è davvero amabile.

Non c’è bisogno dell’accompagnamento di un essere umano debole, insicuro e indeciso. La capacità di un uomo di guidare la donna, di prendere in mano la situazione, sollevando lei da qualsiasi responsabilità, è sicuramente un valore aggiunto alla vostra personalità. Ovviamente, sempre con buon gusto e solo se necessario. Perché, spesso, le Donne sanno arrangiarsi.

Fate vostro questo pensiero, e riflettete su cosa davvero voi avete da offrire. 

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Seduzione: il gradino più alto, quello che non vedi

“Pensiamo di essere arrivati, di essere completi, forgiati. Esiste sempre un gradino più alto che non vediamo. Dobbiamo sempre essere in continuo miglioramento e crescere ogni giorno.

La Seduzione ed il Lifestyle sono connessi tra di loro.

Ricordate: senza Seduzione non può esistere Lifestyle, senza Lifestyle non può esistere Seduzione.

Le persone che sono abituate ad usare mezzi come: magliette strane, frasi fatte, e tecniche trascendentali faranno fatica a capire il concetto scritto poco sopra, perché non stanno cercando di migliorare loro stessi,  ma sono solo alla ricerca di scorciatoie.

La cosa ancora più grave è che questa mentalità non vi farà mai uscire dalla vostra zona comfort, e quindi mettervi in gioco.

Se non uscite dalla vostra zona comfort non potrete MAI migliorarvi. La vostra persona resterà sempre la stessa. Nessuna maglietta strana e nessun bacio potrà mai aiutarvi.

Un uomo sicuro, un uomo che ha vinto tante battaglie fa affidamento sulla sua FACCIA. Non sulla frasetta o sul vestiario strano o appariscente.

Quindi vestirsi bene, o “diversi”, non serve a niente?
No, può servire, ma se non siete temprati, se non siete disposti a mettervi in gioco… il vostro abito, ecco, avete capito dove mettervelo!

Usare una maglietta “diversa” per spiccare, o baciarsi cinque donne su una pista da ballo, non vuol dire mettersi in gioco, non vuol dire cambiare.
Vuol dire fare i quattordicenni, eh sì!
Perché erano cose che io facevo a 14 anni, senza sapere nulla di seduzione e, credetemi, ci riuscivo abbastanza bene.

Cari signori, questa non è Seduzione. E’ solo stupido Ego maschile.

Il vero cambiamento, il vero coraggio è fare qualcosa di cui si ha paura. Non esiste virilità, non esiste coraggio nell’abitudine.

Ricordatevelo.

Faccio un esempio pratico:

In quanti di voi hanno letto una frase simile?

– “Ragazzi! Ieri serata spettacolare, ho baciato sette ragazze in discoteca!!”

Beh, penso che in molti l’abbiano letta, come hanno letto tutti i vari commenti che una frase del genere poteva suscitare.

La cosa che però tanti non notano è che spesso, in frasi di questo tipo, si cela un terribile mostro. Quello di dare importanza ai numeri di baci dati!! E di conseguenza dare eccessiva importanza alla donna, e di conseguenza pensare di essere “grandi” solo per avere baciato delle donne.

E’ inutile farvi notare che la parola “seduzione”, con tutto ciò, non c’entra un bel niente. Il “vero” seduttore ha smesso da tempo di avere paura delle donne.

Non ha catene, è libero mentalmente. E’ cosi “libero” da permettersi di fare quello che vuole, quando vuole. Lui è troppo importate per tradirsi, lui ama se stesso.

Ecco perché io sono diverso.

Non potrò mai dimenticarlo:

Era una sera di tanti anni fa, ero nei pressi di Bolzano in una discoteca.

Quella sera riuscii a baciarmi dodici donne. Cazzo signori, mi sentivo grande. Il mio ego in quel momento mi ripagava di tutto.

La serata finì. Qualche giorno dopo metabolizzai il tutto, e mi resi conto di essere stato un gran pirla, un fesso. Ripensando ai fatti accaduti, non avevo fatto niente di che. Avevo semplicemente fatto la cosa giusta, nel giusto contesto.

Una cosa semplice, limpida.

Io che aspiravo alla seduzione, io che aspiravo al grande miglioramento personale come potevo vantarmi di questo?!
Anzi, avrei dovuto preoccuparmi se non ci fossi riuscito, o almeno provato. Visto che la maggior parte della gente va in discoteca proprio per quello.

Capii che se volevo veramente sedurre, ovvero conoscere donne per strada, conoscere donne in ogni contesto possibile e poi portarmele a letto, dovevo iniziare a fare qualcosa di più.

Iniziare a fare cose nuove, iniziare ad osare. Ormai ero stufo di fare le classiche azioni dove calcolavo il minimo rischio, per poter salvaguardare la mia integrità mentale.

Parlo del cosiddetto mostro del RIFIUTO.

(Baciare donne che non aspettano altro in una pista da ballo è la classica situazione che chiamo “a rischio calcolato”. Poche balle! Perché ci sono passato prima di voi.)

Iniziai così il mio cammino. Mollai le bambinate che potevano fare tutti, e mi diedi alla seduzione vera. Al sentimento, al brivido e, perché no, AL SESSO.

Qualche tempo fa, approcciai per strada una donna chiedendole semplicemente “una penna”, per poi portarmela a letto.

Finalmente avevo i risultati che speravo. Stavo imparando a spegnere il cervello, stavo imparando a superare i miei limiti. Volevo sempre di più. Arrivai al punto di non parlarci più con le donne, in alcune occasioni non chiedevo neanche il numero.

Facevo subito qualcosa di fisico, in quel momento! Subito!

Poche battute iniziali e subito via di lingua, che fosse pub, strada o altri posti!

Non mi interessava conoscerle intimamente, volevo subito quell’emozione, volevo prendermela.

L’emozione di fare qualcosa di fisico con una donna che non conoscevo era stimolante, soprattutto se fatta in tempi brevissimi. Mi piaceva quel brivido, e capii che tutto questo era meraviglioso anche per le donne. Loro si sentivano vive.

Un uomo che aveva il potere di trascinarle, con eleganza e senza malizia apparente, ad un contatto fisico, per loro era il massimo.

Capii anche perché tutto questo succedeva. Era semplice.

Io ero il primo emozionato, io ero il primo eccitato e, di conseguenza, trascinavo chi avevo al mio fianco.

Questa è quella che chiamo seduzione vera, capire che ad un certo punto si diventa adulti.

Ricordate, è figo baciare donne in due minuti comodamente al bancone di un pub, ma comporta anche delle grosse responsabilità di gestione e di comunicazione (ma di questo parleremo un’altra volta).

Tuttavia, sentivo che mancava ancora qualcosa. Certo, avevo ottimi risultati con le donne, ma ancora non avevo capito chi volevo essere e cosa volevo fare. Insomma, non volevo essere visto come una “puttana”. Volevo fare qualcosa di grande.

Anche perché approcciare richiede tempo ed energie, ed io volevo che la mia immagine e status parlassero da sole.

Decisi che se avessi voluto diventare un Uomo Adulto ed Interessante, avrei dovuto dare anche un cambio netto alla mia vita professionale.

Sono sempre stato affascinato dagli affari e dall’imprenditoria, così mi licenziai. Gettai nel cesso quella sicurezza, anzi quella brutta abitudine e zona comfort chiamata “stipendio”, per iniziare a gestire davvero la mia vita professionale.

Volevo avere al mio fianco donne di grande valore! E di conseguenza dovevo esserlo anch’io, se aspiravo a ciò.

Così creai due aziende da ZERO! Entrambe con persone a me care. Parlo di Ermes come se parlassi di un fratello (che forse mi è sempre mancato, avendo ben tre sorelle). Parlo di una persona di una correttezza inaudita, sto parlando di un amico.

Affiancando il mio nuovo Lifestyle alle mie attitudini seduttive, avvicinare donne, conoscerle, e portarle a letto divenne facilissimo e semplicissimo.

Quello che facevo, parlava per me! Non c’era più bisogno di sedurre, lo ero diventato e basta.

Per concludere, vi racconto un episodio successo qualche tempo fa:

Una sera, una donna mi chiese cosa facessi nella vita. Al che le raccontai i progetti delle mie aziende e di cosa si occupavano.

Rimase folgorata di come un uomo di solo 27 anni avesse così tante cose da dire.

Morale della favola: sono mesi che cerco di liberarmene, ma non ci sono ancora riuscito, e puntualmente sta succedendo anche con altre donne. : )

Quindi, cari amici, prima di indossare le vostre Bull Boys (scarpe) metallizzate e gettarvi nella pista da ballo, a caccia dei kiss-close (baci), fate qualcosa che veramente vi possa giovare. Non serve pensarla in grande o lontano. Semplicemente, la cosa che più vi spaventa fatela!! Ma senza usare artifizi del cazzo!!

Fatela voi, con le vostre forze.

La vita ed il successo fanno affidamento sulle vostre capacità, non sulla vostra Tecnica di Pavoneggiamento, tanto per restare nel tecnicismo.

Se volete avere rispetto da un seduttore, dovete sedurre e non cazzeggiare.

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Miglioramento personale e Corsi di Seduzione. Ecco come li intendiamo

E’ simpatico come ogni giorno scopro nuove aziende di Miglioramento Personale che offrono corsi di seduzione.

Ormai spuntano come i funghi.

Da un lato è bello vedere nascere nuovi progetti, ma dall’altro lato la cosa mi rattrista molto.

Non vedo nuove aziende, non vedo nuovi progetti, vedo solo copie di aziende. Persone che non hanno un minimo d’iniziativa, che passano la loro vita a copiare chi è più talentuoso di loro.

Persone che si scoprono seduttori e coach dalla sera alla mattina.

Purtroppo, da tutto questo quadro terribile chi ci rimette E’ SEMPRE il consumatore finale. A questa gente non interessa il cliente o la qualità dei corsi di seduzione, ma bensì gli interessa soltanto riempire le loro tasche.

Pensano che, per migliorare una persona, basti ripetere a memoria tecniche (mistiche) e dinamiche lette su manuali cosiddetti di “seduzione”.

Non si curano minimamente di chi hanno di fronte. Non gli importa quali problemi la loro anima possa celare. Sono contenti di ripetere solo le loro filastrocche sciocche e prive di fondamento reale.

Migliorare una persona, portandola a vivere il sesso e la compagnia femminile ad alti livelli, è ben altra cosa.

Bisogna scavare nella loro anima, bisogna metterli a nudo di fronte alle loro paure e dargli gli strumenti adatti per eliminarle. Uso il termine “adatti” di proposito, perché ogni persona è diversa. Ognuno ha un’anima con delle difficoltà proprie e, di conseguenza, bisogna utilizzare gli strumenti giusti per ogni caso.

Quello che va bene per Marco, forse non funzionerà con Giovanni. Sono due persone differenti, hanno esperienze di vita differenti, e per questi motivi il loro apprendimento sarà diverso.

La concorrenza spesso omette una grande verità, che di certo al cliente farebbe piacere sapere, quando ci si appresta a compiere il corso di seduzione:

Quando si pensa di avere problemi con le donne, spesso i problemi sono altrove!

Come dicevo, sono celati e nascosti nell’anima. Potrebbero trattarsi di traumi avuti nell’infanzia, o forse una presenza paterna troppo dominante e con la mammina pronta a correre dietro al suo pargolo, oppure un rapporto di coppia finito male, il senso della rivalsa e tanti altri motivi.

Per questo, è fondamentale entrare nell’anima del cliente e capire PRIMA la natura dell’ostacolo, POI dargli gli strumenti giusti.

Come si può essere così folli da pensare che tutto questo si possa superare imparando un FORMAT? O assimilando delle tecniche? IMPOSSIBILE.

Ormai è da molto tempo che sento uomini lamentarsi dei cosiddetti “corsi di seduzione collettivi”.

Si lamentano spesso che, una volta tornati a casa e alle loro vite, si sentono soli. Non sentono più la stessa euforia, gli manca il “gruppo” e quelle poche tecniche apprese presto risulteranno inutili.

Perché succede tutto questo? Perché corsi di seduzione di questo tipo sono così fallimentari?

Beh è semplice, analizziamolo insieme:

Per prima cosa non si curano di chi hanno di fronte, quindi non vanno a scrutare le loro anime. Non gli interessa insegnare a sconfiggere i mostri (i veri ostacoli) che hanno dentro (spesso non ne sono neanche capaci). Si limitano ad insegnare quattro tecniche e dinamiche prese chissà dove.

Questo è uno dei principali motivi del perché, una volta finito il corso di seduzione e tornati a casa alla solita vita, sono sempre le stesse persone. Perdendo tutto l’entusiasmo e tutta la voglia di cambiare.

La cosa peggiore avviene quando si approcciano ad una donna che non conoscono. Restano muti, impauriti, inermi e tutta la fatica fatta per assimilare tutte quelle cose preconfezionate va a farsi benedire.

Se ci pensate, è anche LOGICO. Se non facciamo mai pace con noi stessi, se non ammettiamo a noi stessi i nostri limiti e non ci imponiamo di superarli, come possiamo vivere una vita di successo (figuriamoci con le donne)? E’ come camminare con quintali di sacchi di patate sulla schiena. Non solo è straziante, ma è assolutamente controproducente.

E’ anche ovvio che è più facile insegnare cose futili, piuttosto che migliorare veramente una persona.

Risolvere i problemi delle persone, cercando di aiutarle, è un impegno ENORME. Solo chi ha grande sensibilità, grande professionalità e grande esperienza sul campo può riuscire nell’impresa, offrendo così un prodotto di indubbia qualità.

Resta un ultima domanda:

Italian Pua Project – Seduzione & Lifestyle, in tutto questo scenario, dove è diversa?

IN TUTTO.

Grazie alla nostra esperienza, ottenuta sul campo, abbiamo capito che ogni caso andava trattato diversamente. Quindi, abbiamo detto NO ai corsi di seduzione collettivi. Non vogliamo avere in sala un branco di uomini super ormonati.

Ci siamo resi conto, prima di tutto su noi stessi (ai tempi), che spesso il corsista non ha un problema con le donne in se, ma si porta dietro da anni traumi e blocchi che c’entrano ben poco con le donne.

E’ chiaro che, se vogliamo davvero tirare fuori il massimo da ogni corsista, dobbiamo prima concentrarci sui suoi ostacoli di autostima. Prima, dobbiamo riuscire nell’impresa che l’allievo faccia pace con se stesso. Se non si riesce in questi primi ma fondamentali passi, della seduzione e del miglioramento a 360° ce ne si può dimenticare.

Per riuscire in tutto questo bisogna mettere in atto un preciso cammino, che metta il cliente a suo agio per poter superare tutti gli ostacoli.

Anche in questo, la nostra azienda si differenzia. Siamo riusciti a mettere a disposizione del cliente un servizio ineccepibile.

Il servizio inizia subito con uno studio approfondito delle problematiche del cliente, riuscendo rapidamente a capire qual è il percorso che più gli si addice. Offriamo confortevoli sale (e non locali rumorosi e scomodi), per discutere di tutte le tematiche del corso seduzione. Seguiamo il corsista passo per passo, dall’inizio del corso di seduzione fino al suo termine, e spesso capita di seguirlo anche dopo averlo ultimato.

Tutto questo non ci pesa, perché sappiamo che è il giusto modo per portare le persone a ad avere quella sicurezza nella vita, e con le donne, che hanno sempre desiderato.

Non ci importa se andiamo oltre il termine del corso di seduzione. Quello che ci importa è che il corsista arrivi agli obiettivi che ci siamo fissati fin dall’inizio.

Noi vogliamo essere la tua spalla, vogliamo essere il tuo strumento di miglioramento.

Oggi siamo fieri di poter dire che Italian Pua Project – Seduzione & Lifestyle è una azienda Chiara e Trasparente, valori imprescindibili che per noi hanno una grande importanza.

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La coerenza maschile

La coerenza maschile è un fattore molto trascurato nella seduzione. E uno dei pilastri cardine su cui ci concentriamo nei nostri corsi.
Ma cosa si intende per coerenza maschile?

La coerenza maschile è riassumibile con questo atteggiamento: tu sei coerente fra ciò che desideri e ciò che dimostri.

Per esempio, avete mai notato come un uomo cerca di fare l’amico con una donna solo per portarsela a letto? Sapete perché la donna non se lo porterà mai a letto?

Perché lui sta peccando di coerenza.

Quindi, la mancanza di coerenza si manifesta fra le vostre aspettative ed il vostro comportamento (che non è in linea con esse). Vi fa risultare viscidi, o con doppi fini, e la donna si allontana.

Una delle dinamiche in cui si vede la mancata coerenza è quando vuoi parlare di sesso, o di argomenti sessuali, con delle donne. Infatti, ho notato come tanti uomini mi chiedano come fare per parlare di sesso con le donne.

Io gli faccio vedere come faccio.

Come? Semplicemente, parlando di sesso con le donne.

Senza veli. Per esempio, accade molto spesso che le donne mi chiedano come possono fare per conquistare e tenere un uomo.

Io le dico alcune cose, e rimarco sull’importanza che ricopre la sua bravura a letto. Le dico che deve proprio farlo svenire e che, quando lui esce da casa sua, sia felice di aver trovato una donna che fa sesso come una pornostar.

Ma tanti uomini si spaventano a parlare di sesso con una donna appena conosciuta.

E quindi, per risultare “politically correct” non lo fanno. O peggio, lo fanno a metà. Quindi fanno allusioni sessuali, con uno sguardo di chi la sa fintamente lunga negli occhi. La donna si accorge che siete bisognosi, e game over.

Mi è capitato di sentire uomini che dicevano ad una donna che lei era una diavoletta o una birichina, con un linguaggio del corpo e uno sguardo voglioso.
Questa è una cosa che fa scappare la donna. Primo, perché lei ha paura. E poi, perché pensa che non abbiate le palle per dirgli chiaro e tondo quello che pensate.

Se volete fare una cosa del genere, piuttosto, fatela prendendola in giro:

“Mia mamma mi ha detto di stare attenta alle donne birichine come te… Sai, io sono molto ingenuo come uomo…” 

Fate vedere palesemente che la state prendendo per i fondelli, e che la state mettendo alla prova per vedere cosa risponde (Flirt), divertendovi entrambi.

Sono andato a fare delle analisi, poco tempo fa. C’era una dottoressa, intorno alla trentina, che me le stava spiegando, dicendomi che ero sano e che non avevo nulla fuori posto. Aveva gli occhi molto vivaci, e comunque mi guardava attratta.

Io le dico: “Beh, dottoressa, visto che sono sano come un pesce, adesso potremmo andare a fare l’amore...”

Con un sorriso.

Lei è diventata tutta rossa in volto, visto che c’erano altre tre persone nella stanza. Dopo un attimo di smarrimento, da parte sua, ci mettiamo a ridere, e le dico che mi dispiace averla messa in imbarazzo con la mia proposta, senza nemmeno presentarmi. Le faccio l’occhiolino, prendo le mie analisi e vado verso la porta per uscire.

Lei si alza dalla scrivania, ci gira intorno, viene da me, si presenta e mi da due baci sulle guance (!).

Cosa ho fatto? Io non ho fatto nulla, sono solo rimasto fedele a me stesso. Non mi sono tradito.

(repetita iuvant)

E’ ovvio che, un approccio di questo tipo, lo consiglio a chi ha già una certa abilità con il genere femminile.
Ma questo è per farvi capire il discorso.

Perché le donne sono attratte dagli uomini che dimostrano loro, in maniera diretta, che gli vogliono strappare i vestiti a morsi (con galanteria, naturalmente)?
Perché queste persone hanno abbastanza coraggio da dimenticarsi del mondo esterno e rimanere fedeli solamente a loro e a quello che vogliono loro.

E operano di conseguenza.

Siamo in un mondo dove, per questioni economiche, molte persone creano problemi fittizi, per poi darti la soluzione. Soluzione a pagamento, naturalmente.

Il processo di seduzione (e relativo accoppiamento) è, di per se, molto semplice.
Se non lo fosse, non pensate che ci saremmo già estinti da un pezzo?

“Semplice”, però, è un concetto diverso da “facile”.
Essere fedeli a se stessi richiede, come tutte le cose che rendono la vita degna di essere vissuta, una certa dose di sacrificio. Ma i vantaggi sono enormemente maggiori, rispetto al piccolo dolorino iniziale.

La mancanza di coerenza si nota anche quando si chiede il contatto.

Come si chiede il numero di telefono ha la sua importanza. Evitate di inventarvi la scusa peggiore per chiederglielo.

Cose tipo: “Dai, dammi il numero che andiamo a sciare insieme…”, vanno anche bene, ma solo se dopo a sciare ci andate veramente.

Se dopo che le avete preso il numero per andare a sciare insieme, le chiedete di vedervi per bere un caffè, è ovvio che lei non vi ricontatti più. Siete stati incoerenti. Ma come, vi mettete d’accordo per andare a sciare, e poi le chiedi di bere un caffè? La donna si chiederà di che droga vi fate.

Quindi, se lei vi parla e vi risponde bene, chiedete il numero.

Va benissimo anche un: “dai, dammi il numero che magari ci becchiamo a bere un caffè.”

Oppure, in maniera più simpatica:
“Sai, di solito uso i segnali di fumo, oppure i piccioni viaggiatori. Conosci qualche altro modo, più agile,  per tenermi in contatto con te?”

Lei si mette a ridere, e vi da il numero.

Semplice, tranquillo.

Mi è capitato di uscire con delle tipe che mi raccontavano che aspettavano che le chiedessi il numero. E se non glielo avessi chiesto, ci sarebbero rimaste male.

Deriva tutto da una considerazione semplice. Se la donna passa 20-30 minuti con voi, è attratta. Fate gli uomini e prendete il numero. Lei se lo aspetta, e le fa piacere.
Non siete sicuri di quello che vi sto dicendo?

Rispondetevi alla domanda opposta.
Voi passereste più di cinque minuti con una brutta donna, che non vi interessa?

No?

E pensate che lei sia masochista?

Se non chiedete il numero, nella migliore delle ipotesi penserà che è lei quella sbagliata. Nella peggiore, che voi siete gay.

Un altro tema caldo è la seduzione “preconfezionata”. Quella che si basa su frasi d’approccio e routine preconfezionate. Uno dei fautori di questo metodo è stato Mystery (alias Erik Von Markovik), verso il quale provo una profonda stima. Egli è stato uno dei primi a mettere nero su bianco alcune dinamiche molto interessanti inerenti la seduzione.
Mystery, fra le altre cose, però, consiglia l’uso di routine fatte a tavolino, per intrattenere le donne.
Inoltre, lui faceva anche uso di trucchi di magia, perché era un mago.

La conseguenza di ciò è stata un’invasione di uomini che ripeteva a oltranza la “routine degli anelli”, oppure il “test del cubo”, e faceva giochetti di magia.
In questa maniera, la maggior parte delle persone che riproducevano queste routine diventavano finte. Le donne si accorgevano che loro erano attori, e di conseguenza perdevano qualsiasi velleità riproduttiva nei loro confronti.

Anche perché, immaginate la scena:

“Arriva un uomo, intrattiene magnificamente il gruppo di donne con routine e vari giochetti di magia.  L’attrazione è alle stelle. Ad un certo punto, la donna chiede a lui che lavoro fa. E lui risponde che fa l’impiegato, o l’ingegnere, o il medico.”

Che reazione potrebbe avere la donna, dopo questa risposta?

“Ma come, mi fai i trucchi di magia a tutto spiano, e poi mi dici che fai l’ingegnere? Grazie per l’intrattenimento, tieni un euro.”

Vedete l’incoerenza? Fate finta di essere dei maghi, quando non lo siete. Mystery era un mago. Anche se molte dinamiche sono geniali ed applicabili, quello è il SUO metodo.

Stesso discorso si potrebbe fare per Giacomo Casanova. Uno dei più grandi seduttori di tutti i tempi, ma infinitamente romantico.

Tutti i manuali e tutti i metodi bollano questo atteggiamento come infruttuoso.
Io, con alcune donne, ho fatto cose che su manuali del tipo: “Le 7 regole del maschio alpha” sono vietatissime, ma ottenendo risultati sorprendenti.
Perché se lo fai con la massima naturalezza e coerenza, con sicurezza, vinci.

Abbiate sempre in mente cosa volete, e agite di conseguenza.

NON TRADITE VOI STESSI.